Perché sogniamo?
Il significato dei sogni
Laura Pedrazin, Laurea in Psicologia Clinica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,
Ordine degli Psicologi della Lombardia n°25499
Nel sogno la mente organizza e trasforma l’esperienza emotiva
Sognare è un’attività naturale e costante della mente. Anche quando al risveglio non ne conserviamo il ricordo, la vita onirica accompagna il sonno come un lavoro silenzioso di elaborazione dell’esperienza. Dal punto di vista psicoanalitico, il sogno non è un fenomeno casuale né un semplice riflesso biologico, ma una modalità specifica con cui la mente organizza e trasforma l’esperienza emotiva.
Durante il sonno si riduce il controllo razionale tipico della veglia e il pensiero assume una forma più libera, fatta di immagini, scene e sensazioni. Il sogno utilizza un linguaggio non logico e non lineare, capace di accostare tempi diversi, condensare significati e rappresentare vissuti complessi in una forma simbolica.
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Il lavoro del sogno
Il sogno che ricordiamo al risveglio è il risultato di un processo di trasformazione, definito in psicoanalisi “lavoro del sogno”. Emozioni, desideri, conflitti e contenuti ancora poco accessibili alla coscienza vengono rielaborati attraverso immagini e narrazioni che non vanno intese alla lettera. Ciò che conta non è tanto la trama del sogno, quanto l’esperienza emotiva che esso cerca di rappresentare.
Proprio perché parla un linguaggio diverso da quello razionale, il sogno può apparire strano o incoerente. In realtà, questa forma è spesso l’unica possibile per dare espressione a contenuti che non hanno ancora trovato parole o pensiero.
Le funzioni del sogno
Il sogno può assolvere a diverse funzioni, spesso intrecciate tra loro:
- può offrire una soddisfazione immaginaria di desideri che nella realtà restano inespressi o conflittuali;
- può riproporre esperienze traumatiche, mostrando il tentativo della mente di avvicinarsi a ciò che non è stato ancora elaborato;
- può mettere in scena conflitti interni, rendendo visibili tensioni e ambivalenze;
- può favorire un incontro tra parti diverse di sé, attraverso personaggi o situazioni che rappresentano aspetti differenti della vita psichica;
- può sostenere una forma di problem solving emotivo, aprendo a nuove possibilità di sentire o di pensare una situazione;
- può costituire un primo tentativo di rappresentazione di contenuti ancora inconsci, rendendoli progressivamente più accessibili.
Il significato del sogno
Non esistono significati universali dei sogni. Le immagini oniriche non hanno un valore fisso e valido per tutti: il loro senso dipende dalla storia personale, dal momento di vita e dalle emozioni di chi sogna. Per questo, il significato di un sogno non si trova in un’interpretazione standard, ma emerge nel processo di esplorazione e di pensiero.
In psicoterapia, il sogno acquista valore attraverso il racconto, le associazioni e il modo in cui si colloca nella relazione terapeutica. Anche il transfert, cioè il modo in cui il paziente vive il legame con il terapeuta, può trovare nel sogno una forma di espressione indiretta ma particolarmente significativa.
Sogni e lavoro terapeutico
Lavorare sui sogni in terapia non significa decifrarli, ma sostare su ciò che evocano e su come parlano dell’esperienza emotiva del paziente. Il sogno diventa così uno spazio in cui ciò che è ancora confuso, non pensato o difficile da dire può iniziare a essere riconosciuto e integrato.
In questo senso, il sogno non è un enigma da risolvere, ma una via attraverso cui la mente tenta di prendersi cura di sé.
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