Personalità isterica
Laura Pedrazin, Laurea in Psicologia Clinica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,
Ordine degli Psicologi della Lombardia n°25499
Caso clinico: “Ludovica e il bisogno di essere scelta”
Il caso
Ludovica ha 34 anni, lavora nel mondo della moda e si presenta in terapia dopo una delusione sentimentale. Racconta di essere stata lasciata da un uomo sposato con cui ha avuto una relazione intensa e tormentata. È vivace, comunicativa, con un modo affascinante di raccontare, e passa rapidamente dal sorriso alle lacrime. Si definisce “emotiva, troppo sensibile” e descrive la propria vita come una sequenza di relazioni forti ma brevi, in cui spesso finisce per sentirsi usata o non scelta.
Nel colloquio, Ludovica esprime sentimenti profondi di abbandono e rabbia, ma alterna questi vissuti a momenti in cui sembra cercare la simpatia del terapeuta, o sdrammatizza ciò che poco prima aveva presentato come tragico. Mostra una grande capacità di evocare emozioni, ma una certa difficoltà a sostenerle fino in fondo. Quando viene contraddetta o non si sente capita, può reagire con momenti di freddezza o chiusura improvvisa, spesso seguiti da una riapertura altrettanto intensa.
Il disturbo
L’organizzazione di personalità di Ludovica rientra in quella isteroidale (o drammatica), una configurazione in cui l’identità personale è profondamente legata alla possibilità di essere vista, desiderata e scelta dall’altro. Al centro di questo funzionamento vi è spesso una confusione tra intimità e visibilità, tra desiderio autentico e bisogno di attrarre, tra vulnerabilità reale e una messa in scena difensiva delle emozioni.
Le persone con questa struttura tendono ad avere un rapporto ambivalente con la sessualità, la dipendenza e il potere nei legami: desiderano profondamente l’amore, ma temono l’abbandono; vogliono essere al centro dell’attenzione, ma si sentono colpevoli o “troppo” quando la ottengono; cercano la fusione, ma temono la sottomissione.
Il trattamento
Nel lavoro con Ludovica, è stato essenziale offrire un contenimento stabile, empatico e non sedotto dal tono teatrale dei racconti. Il terapeuta ha evitato di colludere con il bisogno di approvazione o con la tendenza a cercare alleanze narcisistiche (per es., “capirmi più di tutti”), mantenendo una posizione affettivamente presente ma sufficientemente neutra.
Fin dalle prime fasi, il trattamento ha favorito una riflessione sui modi in cui le emozioni venivano espresse e messe in scena, spesso con grande intensità, ma in modo poco integrato. Ad esempio, quando Ludovica piangeva raccontando di essere stata tradita, il terapeuta non si è limitato a consolare, ma ha accompagnato l’esplorazione del senso più profondo di quella ferita: “È come se il dolore servisse anche a non sentirsi colpevole per aver desiderato troppo?”
Col tempo, è emerso quanto il bisogno di essere desiderata e scelta da uomini non disponibili fosse un modo per evitare il rischio reale dell’intimità. Più che interpretare subito queste dinamiche, il lavoro terapeutico si è centrato sulla costruzione di uno spazio in cui Ludovica potesse sentire le emozioni nella loro autenticità, senza bisogno di esibirle o negarle.
Quando la relazione terapeutica ha iniziato a evocare vissuti di delusione o frustrazione (“A volte mi sembra che lei non mi dia abbastanza attenzione”), questi momenti sono stati trattati con grande cura, come occasioni per riflettere su quanto fosse difficile tollerare il senso di non essere sempre al centro, ma anche quanto potesse essere liberatorio non doverlo essere per sentirsi amata.
Il trattamento ha accompagnato Ludovica nella scoperta di una forma di espressione emotiva più integrata, meno performativa e più connessa al sé profondo. Questo ha portato, nel tempo, a relazioni meno basate sulla seduzione e più capaci di sostenere la reciprocità, senza il timore costante di essere dimenticata o non scelta.
Se stai vivendo, o conosci qualcuno che vive, un momento di depressione, parlare con un professionista della salute mentale può essere un passo importante per comprendere la situazione e intraprendere un percorso di sostegno personalizzato.
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