L’isteria al giorno d’oggi
Laura Pedrazin, Laurea in Psicologia Clinica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,
Ordine degli Psicologi della Lombardia n°25499
Hai mai notato come alcune persone – o forse anche tu – sembrino sempre dover dimostrare qualcosa? Essere interessanti, brillanti, perfette agli occhi degli altri, mentre dentro tutto sembra più complicato? Questo modo di stare al mondo ha radici profonde: non è solo teatralità o bisogno di attenzione, ma uno stile di funzionamento della mente che nasce da emozioni difficili da sentire o integrare.
Chi vive in questo modo spesso sente emozioni forti – rabbia, desiderio, tristezza, paura – che sembrano impossibili da gestire. Così, invece di viverle come esperienza interna, le “trasforma” in segnali esterni: gesti, parole, comportamenti o perfino sintomi fisici diventano un modo per comunicare ciò che non si riesce a sentire pienamente. Non è manipolazione: è il tentativo della mente di far fronte a emozioni travolgenti senza esserne sopraffatta.
Oggi questo può manifestarsi in modi molto contemporanei. Nei social, per esempio, può diventare la cura maniacale dell’immagine, la ricerca di like e approvazioni, il bisogno di mostrare una vita perfetta. Al lavoro o nelle amicizie, può apparire come entusiasmo costante, estrema disponibilità, attenzione a piacere o a farsi notare. Dietro tutto questo, però, spesso c’è una fragilità emotiva: una difficoltà a tollerare ciò che si prova senza doverlo trasformare in spettacolo, senza doverlo gestire attraverso l’approvazione degli altri.
Un aspetto centrale riguarda il desiderio e la connessione con gli altri. Chi segue questo stile può avere fascino, energia, creatività, ma spesso fatica a vivere intimamente il proprio desiderio o a stare con emozioni complesse senza gesti indiretti o simbolici. Il corpo e le relazioni diventano quindi strumenti per mediare tra ciò che si sente e ciò che si può mostrare.
La psicoterapia offre uno spazio diverso: un luogo sicuro in cui osservare, sentire e integrare le emozioni senza doverle mettere in scena. Lavorare con un terapeuta significa scoprire come i propri schemi abituali funzionano nella vita reale e, poco alla volta, imparare a sentirsi a proprio agio con i desideri, le emozioni e i conflitti interni. Significa sviluppare una mente più flessibile, un corpo più alleato e relazioni più autentiche.
Così, ciò che prima appariva come caos emotivo, tensione o “necessità di apparire” diventa risorsa: energia creativa, vitalità, capacità di stare con se stessi e con gli altri in modo più vero. L’isteria moderna non è un difetto da correggere, ma un funzionamento della mente che può essere trasformato in maggiore libertà, integrazione e autenticità.
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