Obesità, spunti di riflessione

Obesità, bambini (fonte image: psicozoo.it)

L'obesità è una condizione morbosa molto diffusa che ha raggiunto attualmente proporzioni quasi epidemiche, aumentando, di conseguenza, la prevalenza e l’incidenza di malattie cardiovascolari, ipertensione, problemi respiratori, diabete di tipo 2 e alcune forme di cancro. Patologie che riducono la durata e qualità della vita, aumentando la mortalità e incidendo notevolmente sulla gestione economica del sistema di assistenza sanitaria. Inoltre, l’obesità è cresciuta intensamente anche nelle regioni meno prospere del pianeta e, dato più allarmante, tra la popolazione infantile.

La causa principale dell’eccesso di peso è lo squilibrio energetico tra le calorie assunte attraverso l’alimentazione e quelle consumate mediante il metabolismo e l’attività fisica. Tale squilibrio è causato ed interagisce con altri fattori: elevata disponibilità di cibo che, a partire dall’infanzia, modifica le abitudini alimentari e ne aumenta l’assunzione; iperappetibilità degli alimenti che intrappolano la persona in una “iperfagia condizionata” (Kessler, 2010): più un cibo è appetibile e gratificante, più si tende a ripetere il comportamento di assunzione, sviluppando, in tal modo, una abitudine inconsapevole che porta a mangiare anche nei momenti in cui non si ha fame e che mina la fiducia e la capacità di autocontrollo.

Gli interventi, pertanto, devono essere indirizzati non tanto alla prescrizione di diete, farmaci o interventi chirurgici, spesso fallimentari a causa della mancata capacità di autocontrollo della persona, degli effetti collaterali e dei rischi conseguenti, ma al riapprendimento di uno stile alimentare e di vita adeguato, alla modificazione dei pensieri, dei comportamenti e degli stati emotivi che ne impediscono l’attuazione, allo sviluppo della fiducia nelle proprie risorse e nella propria capacità di autocontrollo.

Dr.ssa Anna Palumbo

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