Il sonno e i disturbi del sonno

IL SONNO è uno “stato dell’organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali che comporta una sospensione dell’attività relazionale (rapporti con l’ambiente) e modificazioni dello stato di coscienza. Esso si instaura autonomamente e periodicamente, si autolimita nel tempo ed è reversibile” (Fagioli e Salzarulo, 1985). Il sonno è un fenomeno di grande rilevanza nella vita di ogni individuo, tanto da occuparne circa un terzo di essa. Gli studi effettuati sul sonno a partire dagli anni ’50 da Kleitman e Aserisky hanno evidenziato che il “fenomeno sonno” non è unitario, ma si distingue in diverse fasi. Innanzitutto, gli studi di questi autori hanno portato a distinguere due tipologie di sonno: sonno NON-REM e sonno REM, che si alternano in maniera ciclica quattro o cinque volte nel corso della notte.Il sonno non-rem è distinguibile in 4 stadi, ciascuno caratterizzato da una diversa attività cerebrale e da una diversa profondità del sonno stesso. Nel corso del sonno NON-REM sono stati rilevati diversi cambiamenti fisiologici: diminuzione del tono muscolare e dei riflessi, aumento della lentezza e della regolarità della respirazione, riduzione della pressione arteriosa, regolarizzazione della frequenza cardiaca, riduzione della temperatura corporea. In particolare, fase 1: fase di passaggio dallo stato di veglia a quello di sonno. Questa fase può essere caratterizzata da mioclonie, cioè improvvise contrazioni muscolari, scosse o sobbalzi che, pur se svegliano per qualche attimo la persona che sta per addormentarsi, in realtà, dimostrano l’avvenuta distensione muscolare. Tale fase ha una durata di circa cinque minuti. Fase 2: nel corso di questa fase si verifica una ulteriore riduzione del tono muscolare e un ulteriore rallentamento delle funzioni fisiologiche. Occupa circa il 50% del sonno totale. Fase 3 e 4: durante queste due fasi, caratterizzate da sonno profondo, possono verificarsi alcuni fenomeni quali sonnambulismo, enuresi notturna, bruxismo e pavor nocturnus, fenomeni che descriveremo meglio in seguito. Il sonno rem è caratterizzato da movimenti oculari rapidi e da un’attività cerebrale simile allo stato di veglia. Durante questo stadio sono stati registrati diversi fenomeni, tra i quali la perdita del tono muscolare e le modificazioni degli organi genitali (ad esempio, nel maschio si verificano fenomeni di erezione). Inoltre, le ricerche hanno evidenziato che questa fase è fondamentale per potenziare i processi di memoria e per riorganizzare le informazioni e le esperienze acquisite nel corso della giornata. L’aspetto più studiato del sonno REM è la produzione di sogni con tutte le sue manifestazioni affettivo-emotive.La qualità del sonno e la capacità dell’organismo di rigenerarsi è connessa alle fasi 3 e 4 e al sonno REM. Infatti, soggetti deprivati di tali fasi, tenderebbero a recuperarle in momenti successivi di sonno.Uno dei miti più diffusi riguardo al sonno, è la credenza che il tempo medio e sufficiente di sonno per un adulto sia di otto ore. In realtà, esistono i “brevi dormitori”, cioè coloro che, pur dormendo poche ore, non lamentano affaticabilità, difficoltà di concentrazione o altro. Essi mantengono una buona qualità del sonno e non presentano compromissione delle attività prestazionali del giorno successivo.

Quali sono i disturbi del sonno? L’ ICSD-2 (International Classification of Sleep Disorders) ha distinto i disturbi del sonno nelle seguenti categorie: dissonnie, parasonnie, disturbi del sonno correlati a patologie mediche, disturbi del sonno preposti. Le DISSONIE sono disturbi che producono difficoltà nell’iniziare e nel mantenere il sonno. Tra queste ricordiamo: Insonnia, vale a dire la difficoltà ad iniziare e/o a mantenere il sonno o sonno non ristoratore; la scarsità di sonno causa difficoltà fisiche o psicologiche nella persona. Sono state distinte una insonnia occasionale (che dura da una a tre notti ed è causata da particolari tensioni emotive), di breve durata (che dura da tre notti a tre settimane) e cronica (che dura da più di tre settimane). Ipersonnia: bisogno di dormire un numero di ore superiore alla media, con difficoltà a svegliarsi al mattino e bisogno di dormire anche di giorno. L’ipersonnolenza causa disagio nella vita lavorativa, quotidiana e sociale della persona. Narcolessia: eccessiva sonnolenza durante il giorno e attacchi irresistibili di sonno ristoratore, nonostante la persona abbia dormito durante la notte. L’aspetto caratteristico di questo disturbo è la cataplessia, cioè la perdita del tono muscolare, in associazione a stati emotivi intensi. Disturbo del sonno correlato a respirazione: sonno interrotto, implicante eccessiva sonnolenza o insonnia, dovuto ad una patologia della respirazione correlata al sonno (esempio, la sindrome da apnea ostruttiva). Disturbo del ritmo circadiano del sonno: disturbo caratterizzato dall’interruzione del sonno con conseguente eccessiva sonnolenza o insonnia, dovuta ad uno squilibrio tra il ciclo sonno-veglia richiesto dall’ambiente in cui vive la persona e il suo ritmo circadiano sonno-veglia. Sindrome delle gambe senza riposo: sensazione interna sgradevole, tra il ginocchio e la caviglia, che insorge a riposo nella tarda serata. La persona percepisce formicolio, crampi, irrequietezza, prurito, difficoltà a mantenere le gambe ferme. Ciò causa difficoltà di addormentamento e continui risvegli. La sintomatologia sembra alleviarsi solo col movimento. Le PARASONNIE sono, invece, disturbi che si verificano durante il sonno, ma che non producono insonnia o eccessiva sonnolenza. Disturbi da incubi: avviene nella seconda metà della notte e provoca sogni terrificanti che portano la persona a svegliarsi. Al risveglio, la persona ricorda il sogno nei dettagli e può presentare ansia, paura, difficoltà a tornare a dormire, tachicardia e sudorazione. Terrore da sonno o pavor nocturnus: avviene nel primo terzo della notte con brusco risveglio associato a urla, pianto, tachicardia, sudorazione, pupille dilatate, crisi d’angoscia. Il soggetto ricorda solo frammenti di sogno o, nella maggior parte dei casi, non ricorda al mattino il fenomeno. Sonnambulismo: la persona compie azioni come camminare, mangiare, stare seduta sul letto, senza rendersene conto. Bruxismo: movimento incontrollato di sfregamento dei denti che può provocare tensione muscolare alla mandibola, difficoltà ad aprire completamente la bocca, mal di testa e di orecchie, danni ai denti. In genere, si verifica appena la persona è andata a dormire. Può essere connesso all’ansia e allo stress. Enuresi: difficoltà o incapacità a controllare la fuoriuscita di urine durante il sonno. In genere, è più frequente nell’infanzia.Tutti questi disturbi sono spesso causati da ansia e stress. In uno dei prossimi articoli parleremo principalmente di insonnia, il disturbo del sonno più diffuso. Vedremo da cosa è causata, quali sono i fattori di mantenimento e quali sono le principali norme di igiene del sonno.

Dott.ssa Anna Palumbo

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